lunedì 8 aprile 2013

Il codice della strada questo sconosciuto.

Il discorso è semplice: gli italiani ignorano il codice della strada.
E purtroppo la maggior parte non è dotata di buonsenso, risultato: il paese che siamo.

Ieri sulla pista ciclabile vicino casa, che si trova nello square centrale di uno stradone ed è composta di due corsie per le bici (doppio senso) ed una per i pedoni, ero in bici che andavo a fare una commissione.

Come al solito specie la domenica occorre fare lo slalom fra bambini, genitori, cani e canari... ma ero tranquillo ed ho pazientato ad ogni metro per evitare discussioni,soprattutto con bambini ed anziani ho una pazienza biblica, perchè capisco incoscienza e problemi, finché non mi trovo all'altezza di uno che legge il giornale a braccia larghe camminando contromano sulla corsia centrale (ciclabile) dandomi le spalle, evito di scampanellare e mi tengo sulla destra della mia corsia.

La moglie preoccupata dal possibile ondeggiamento del marito, che ripeto legge il giornale a gomiti larghi camminando senza guardare nemmeno di fronte a se, gli dice "fai attenzione", e lui arrogante "io devo fare attenzione ?" a quel punto mi parte l'embolo e passando gli dico "no vedrai che devo stare attento io".



Apriti cielo, chiude il giornale e comincia la tiritera:
"aho tu devi stare più attento, che io quando vado in macchina metto sotto quelli con la bici ?".
Calmo, nonostante mi senta il fuoco dentro, gli rispondo che l'esempio non calza e che la bicicletta può circolare anche in strada,  trasecola!!!
"ah e quindi..."
tentenna, ma si riprende
"... io non ho mai investito un pedone..."
e io di rimando: " e ci mancherebbe altro!" 

Allora cambia ancora discorso:
"è una questione di educazione!",
ancora calmissimo gli dico
"quale educazione, la sua che legge il giornale mentre cammina sulla pista ciclabile ?"
ancora insiste
 " si ma l'educazione"
e la moglie "il problema è che non dovrebbe esserci la pista ciclabile",
al che decido che è ora di andare tanto è inutile le dico
"si vabbe', arrivederci" e me ne vado.

Lui lo sento in lontananza che continua a ripetere " si ma l'educazione".

Allontandomi riflettevo pensando a come avrebbe reagito lui se, guidando l'automobile, si fosse trovato un pedone che leggendo il giornale camminava sulla strada, figuriamoci, colpi di clackson, affondate di gas, motore che ruggisce e parolacce dal finestrino aperto.

Al ritorno li ritrovo sulla pista e lui vedendomi arrivare aggrotta la fronte e fa un gesto plateale scostando la moglie come se avesse paura che li investissi, al che mi fermo e gli spiego che hanno una visione distorta della mobilità e del codice della strada.
Gli spiego, tra l'altro, che io per il CdS sono obbligato a percorrere quella ciclabile e che la ciclabile è riservata ai ciclisti, e che c'è apposta un corridoio per i pedoni, come ben si vede dai disegni del pedone e della bicicletta sulle corsi.
Allora lui prima dice che non sapeva che sulla pista ciclabile (con tanto di bicicletta disegnata!) i pedoni non possono camminare, poi aggiunge che quella pista ciclabile è uno scandalo per cui sono stati "magnati i soldi"
ribadisco che per qualunque cosa si magnano i soldi anche per le autostrade.
Allora parte in tromba che con le ciclabili non si arriva da nessuna parte, lo stoppo ed anche qui gli spiego, che se volesse,  da li può arrivare  all'eur senza troppo patire proprio grazie alle piste ciclabili.

Gli spiego che uso la bicicletta tutti i giorni, per andare al lavoro, e lui non sapendo più che dire tira fuori il fatto che con lo smog è pericoloso perchè si aprono i polmoni, guardo ironicamente lui che prima stava fumando e guardo la moglie che sta fumando una di quelle ridicole e stramaledette sigarette elettroniche e gli faccio notare che quanto a smog e polmoni...

Quindi mi dice che loro lo hanno messo in conto e che comunque...  non sapeva che i pedoni non potevano camminare sulla pista ciclabile... che si informerà... e questa gente ha diritto di voto.
:-(

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